GRAVINA DOPO LE RIMOSTRANZE DEL SINDACO, GOOGLE HA CORRETTO L’ERRORE CHE LA RENDEVA «INVISIBILE»

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GRAVINA DOPO LE RIMOSTRANZE DEL SINDACO, GOOGLE HA CORRETTO L’ERRORE CHE LA RENDEVA «INVISIBILE»

La città riappare sulla mappa web
GRAVINA. Cittadini «narcisi», buone notizie. Prima l’amara scoperta: per anni, aprendo Google Maps a determinati livelli di zoom. Gravina sembrava essere stata retrocessa a città fantasma.

Come con un colpo di spugna, il suo nome via via scompariva. E allora apriti social con improperi irriferibili da parte dei gravinesi, pronti a gridare al complotto, Eppure nel balletto di condizionali e formule dubitative sfuggiva a tutti il quiproquò: al posto di Gravina spuntava l’indicazione del Parco nazionale dell’Alta Murgia, perché avendo quest’ultimo sede nella città del grano e del vino, per errore Google lo associava a Gravina, depennandomene il nome.

Dopo anni di lacrime versate per leso diritto di cittadinanza sulla cartina geo grafica del motore di ricerca più famoso del web, i trattativisti di Palazzo di città sono entrati all’opera.

Il sindaco Alesio Valente, tutt’altro che intenzionato a stare alla finestra e a reagire con una scrollata di spalle, ha dato mandato agli uffici, in particolare al tecnico informatico dell’ente, l’Ingegnere Gianluca Barile.

Sono serviti due mesi di confronto, segnalazioni e scambi epistolari con Google.

Alla fine, la congregazione digitale delle cause delle città oscurate, preso atto dell’errore, si è cosparsa il capo di cenere e ha corretto il tiro: adesso Gravina è visibile, perfettamente a fuoco anche a volerla guardare attraverso le lenti correttive e ingrandenti dei miopi.

Bentornata Gravina nella civiltà geografica.

Marina Dimattia

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