“La città invisibile: un’archeologia delle tracce”

“La città invisibile: un'archeologia delle tracce”

Il progetto “La città invisibile: un'archeologia delle tracce” prende avvio a partire dalla valorizzazione del parco archeologico di Botromagno e intende creare una rete museale diffusa all'interno della città che diventa museo a cielo aperto e raccoglitore di storie. Grazie al finanziamento STHAR LAB POR PUGLIA 2014-2020 – Asse VI - Azione 6.7 - “Procedura negoziale per la selezione di interventi di potenziamento dell’offerta dei beni del patrimonio culturale attraverso la realizzazione di opere e servizi di Street art”.
Il progetto intende costruire insieme agli artisti che hanno manifestato pubblico interesse al progetto, un percorso fatto di immagini e parole a partire dal Parco Archeologico di Botromagno. La moltitudine di significati, stratificazioni storiche, geologiche, ontologiche che hanno coinvolto questo primo nucleo abitativo della città Sidinon, l'antica Gravina, diventa luogo delle meraviglie, un'Atlantide da scoprire.
Quest'area, inoltre, è stata protagonista anche di momenti storici legati alla storia contemporanea. Uno, in particolare, legate all'uccisione di un antifascista Nicola Dibenedetto nel 1945 sul Pianoro della Madonna della Stella.  Da qui emerge la connessione tra vicende legate alla storia preistorica, all'epoca romana, ma anche al passato più recente di cui questa zona è testimone e custode.
In ultimo, si va integrando un altro bene culturale da valorizzare, la statua dedicata a Giuseppe Di Vittorio sita presso Piazza Pellicciari e la storia del grande sindacalista. Ogni Primo Maggio il mondo sindacale e la civica amministrazione gli rendono omaggio. Per ricordare ai posteri che le lotte per il pane e il lavoro, per la sopravvivenza, per donare ai propri figli un domani migliore, di libertà, di benessere, senza servitù, furono gli assilli quotidiani della massa operaia. La ricerca del benessere e della libertà sono il motore della storia. E l'ansia di riconoscimento diventa il più terribile fattore di mutamento sociale. L'unione di questi siti rappresenta la rete di beni culturali creata atta a produrre un itinerario di valorizzazione e promozione degli stessi attraverso l'arte urbana, capace di farsi veicolo di valori e conoscenza tra le persone e le istituzioni.

Il processo
Dopo numerosi incontri pubblici avvenuti con la cittadinanza, associazioni e artisti del territorio siamo giunti alla delineazione di un progetto che potesse accogliere in maniera organica e strutturata sotto un medesimo tema una storia, diverse storie invisibili della città di Gravina che diventano tappe di un percorso itinerante per il turista e il cittadino.

I muri e gli artisti
  1. Fedeliano Nacucchi (Gravina in Puglia) in piazzale Armando Diaz con “Dell'acqua e della pietra”, su proposta dell'artista;
  2. Roberto Capriuolo (Gravina in Puglia)  in via san Massimiliano Kolbe con “Aiace e l'abbraccio del respiro”, su proposta dell'artista;
  3. Michele Cataldi (in arte Spit) (Gravina in Puglia)  in via Via Eugenio Montale (interno scuola Montemurro) con “Protect”; su proposta dell'artista 
  4. Davide Mangione (Gravina in Puglia) con “Madonna della Stella”, su proposta dell’artista;
  5. Marta Lorenzon (Friuli) con “Di Vittorio” in via Luigi Longo ,1, su proposta del gruppo Gravina pulisco io;
  6. Emenuele Poki (Sicilia) in via Tripoli, interno scuola Montemurro, su proposta di associazione Anpana;
  7. Amalia Tucci (Altamura) con “10 IX 1924” via San Vito Vecchio n.8 (Officine Culturali) su proposta dell'associazione Punto GG.
L’intervento si delinea in 7 diverse realizzazioni di street art, dislocate in contesti diversi della città di Gravina in Puglia. Seppur distanti fra loro mantengono un filo comune rispetto alle tematiche di perifericità, di degrado urbano, di assenza di luoghi fisici o simbolici tali da innescare fenomeni di identificazione e appartenenza. Si profilano nella maggior parte dei casi, come non luoghi, in certi casi risultante di una edificazione poco attenta all’estetica, o all’importanza dell’inserimento nel contesto, o più banalmente che come un organismo che ha compiuto la maggior parte del proprio ciclo di vita, necessitano di rivitalizzazione, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione urbana.

I lavori
Sino alla fine di Novembre 2021 si proseguirà con la realizzazione dei muri, in contemporanea si avvierà un laboratorio legato al tema del “gesto e alla parola”, il quale porterà alla realizzazione di un percorso sonoro legato ai muri, grazie al all’ausilio del Qrcode ogni muro “parlerà” svelando la storia invisibile della città. Il laboratorio sarà condotto dall'attrice e performer Jelly Chiaradia (il Tao del Teatro) Alla fine dei lavori verrà presentato alla città l'itinerario creatosi grazie alle opere murarie attraverso momenti performativi e di condivisione. La cittadinanza è invitata a partecipare e a monitorare l’avanzamento dei lavori mediante l’evento Facebook dedicato “La Città invisibile – Una archeologia delle Tracce” e attraverso il canale Instagram “la_cittàinvisibile”.
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