Recupero dei tratturi e delle vie della transumanza: il progetto entra nel vivo

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Recupero dei tratturi e delle vie della transumanza: il progetto entra nel vivo

S’intende puntare anche su jazzi e antiche masserie

 

Fondi comunitari e cooperazione territoriale per valorizzare i territori rurali. Un progetto da portare a termine nel giro dei prossimi dieci anni, utilizzando finanziamenti statali e comunitari per recuperare le antiche vie della transumanza e della civiltà.

Tratteggiati i percorsi e delineate le principali azioni volte al recupero ed alla fruizione degli antichi tratturi pugliesi, il Comune di Gravina in Puglia – che già nel 2019 aveva siglato un accordo preliminare di partenariato – rappresentato dall’assessore all’agricoltura Felice Lafabiana, ha partecipato nei giorni scorsi ad un incontro nel corso quale “è stata da parte nostra sottolineata – spiega Lafabiana – l’importanza dell’inserimento, nell’ambito del progetto, di una visione a tutto tondo del territorio, costellato da antichi jazzi e masserie ormai in disuso, alle quali conducevano proprio le vie della transumanza”. Al tavolo tecnico hanno preso parte enti e associazioni aderenti al programma Terre Rurali d’Europa (TRE), tra i quali diversi Comuni di Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Molise e Puglia. Gravina, in particolare, è interessata perché attraversata dal Melfi-Castellaneta: denominato anche Regio Cammino di Puglia, con una lunghezza totale di circa 140 chilometri attuali, costituiva uno dei tratturi più importanti presenti nel sud Italia e, sino al XVIII secolo, rivestiva un ruolo importante per il trasferimento delle greggi verso i pascoli estivi montani della Lucania interna e lungo l’Ofanto e l’Irpinia. Nel tratto ricompreso tra Poggiorsini e Gravina esso ripercorreva in parte strade oggi asfaltate, come la S.S. 96 Barese, per poi proseguire fino a Castellaneta, col nome di Tratturo Tarantino, seguendo in parte il vecchio tracciato della via Appia. “Con questa iniziativa – prosegue Lafabiana  – s’intende agire sulla ristrutturazione e sul recupero funzionale di queste antiche strutture, monumento di una cultura contadina e pastorale da preservare e tramandare, nell’ambito anche di un ragionamento basato sul turismo lento, per la creazione di nuove prospettive anche in ottica occupazionale”.  L’iniziativa, v’è da specificare, nasce come corollario del progetto di cooperazione transnazionale Vie e civiltà della transumanza patrimonio dell’umanità, che nella primavera del 2018 ha concluso le attività per la consegna del fascicolo di candidatura Unesco per il riconoscimento immateriale della transumanza, individuando e tracciando i percorsi tratturali e delle vie pecuarie in Albania, Austria, Francia, Grecia, Spagna, Svezia e, naturalmente, Italia. Da qui la promozione di attività volte a favorire il recupero – nell’arco del prossimo decennio – del sistema integrato di utilizzo delle antiche vie della transumanza e delle grandi vie della civiltà, valorizzando il sistema socio-economico delle Terre Rurali d’Europa. Finalità da perseguire attingendo ai finanziamenti del Piano operativo nazionale Italia progetto per il Sud e della  programmazione comunitaria 2021-2028. In questa prospettiva, per come già concordato, si punterà a riqualificare i tratturi e le vie di transumanza, procedendo alla realizzazione della cartografia d’insieme della rete transnazionale delle vie agropastorali e proponendo la candidatura degli stessi tratturi a “Cammini d’Europa”. Prevista, altresì, una fase di ricerca territoriale per rendere operativo l’utilizzo della rete dei tratturi e di tutte le altre iniziative collegate, quali ad esempio il recupero dei borghi e delle attività artigiane.

 

Gravina in Puglia, 24 Novembre 2021

Comune di Gravina in Puglia

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